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01/12/2021

Cosa succede nei Comuni?

Qual è la situazione del consumo di suolo nei Comuni?

Se le aree fortemente antropizzate rappresentano gli spazi occupati da città, paesi, nuclei sparsi, spazi produttivi, strade, ferrovie, cave, discariche e impianti, comprensive delle aree verdi connesse a questi spazi, come le aree sportive o i giardini pubblici e privati, il consumo di suolo descrive i fenomeni di artificializzazione, impermeabilizzazione, cementificazione  che generano perdita di  fertilità agraria e funzionalità ecologica dei suoli.
Attraverso lo studio delle aree fortemente antropizzate analizziamo l’uso del suolo dal punto di vista paesaggistico e urbanistico, mentre studiando il consumo di suolo possiamo comprendere altri aspetti, di maggiore interesse dal punto di vista ambientale, in quanto legati alla trasformazione fisica della superficie terrestre dovuta alla sua artificializzazione.
La fonte principale di dati sul consumo di suolo è il Rapporto SNPA – ISPRA su Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, redatto annualmente con riferimento all’intero territorio nazionale.
Giova ricordare che a livello locale e internazionale sono fissati obiettivi progressivi di riduzione del nuovo consumo di suolo, fino al suo azzeramento, previsto per il 2050 dall’Unione europea.

Il Rapporto annuale SNPA-ISPRA ha analizzato l’andamento del consumo di suolo a partire dal 2006. Il dato, relativo ai comuni, segnala incrementi locali piuttosto differenziati rispetto al dato medio provinciale del suolo consumato che è pari al 3,6%. Differenze significative si registrano anche tra i territori delle Comunità di valle. 




Il grafico elenca in ordine decrescente i trenta comuni del Trentino che hanno registrato i più elevati incrementi di suolo consumato nel periodo compreso tra il 2006 e il 2020. L’incremento maggiore si registra a Nago-Torbole con l'11,6%, seguito da Calliano con l'11,0%. Gli altri comuni trentini presentano valori progressivamente inferiori.



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