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28/02/2021
(17.12.2020)

CONFERENZA INTERNAZIONALE DELLE ALPI: UN DOCUMENTO SUL PAESAGGIO

Il documento «Il paesaggio non è rinnovabile» esprime la posizione della CIPRA (Conferenza Internazionale delle Alpi) sul paesaggio alpino  ed  è frutto di un ampio processo partecipato che ha coinvolto rappresentanti della CIPRA, giovani, adulti ed esperti dei territori di montagna. CIPRA chiarisce nel documento perché il paesaggio va inteso al di là del suo significato geografico e perché dobbiamo assumercene la responsabilità.

Il paesaggio odierno delle Alpi è il risultato di una stretta interazione tra le attività umane e le dinamiche naturali. Quello che chiamiamo paesaggio è il risultato di una varietà di interrelazioni tra fattori ecologici, sociali e culturali. La CIPRA concepisce il paesaggio non solo in senso geografico, ma anche come una percezione sociale e culturale, personale e comunitaria del territorio. Il paesaggio, secondo quanto stabilito dalla  Convenzione europea, è inteso come il risultato dell’azione e della percezione sociale, in rapporto di interazione reciproca con coloro che agiscono e lo percepiscono.

Nella sua struttura il documento riflette l’eterogeneo mosaico dei paesaggi alpini ed evidenzia la necessità di conservare e connettere i suoi elementi. Katharina Conradin, Presidente della CIPRA International, ricorda che il paesaggio evidenzia “la necessità di conservare ma anche di connettere gli elementi di un grande mosaico”. Il documento è diviso in due sezioni: «il paesaggio come Commons» e «negoziare il paesaggio». Seguono cinque elementi di paesaggio che caratterizzano le Alpi: il paesaggio ad uso agricolo, i paesaggi dell’energia, i paesaggi del tempo libero, i paesaggi in disuso, i paesaggi urbani e periurbani.

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